Il Rotary Club Mugello ha dedicato un incontro speciale alla presentazione della pubblicazione “YASOROPAI = GRACIAS. La Residencia y el Festival Internacional de las Artes Santa Rosa de Cuevo”, volume curato dall’artista Mimmo Roselli che ripercorre oltre quarant’anni di attività culturale e sociale sviluppata nel Chaco boliviano.
Il progetto affonda le proprie radici nel 1985, quando il Dott. Roselli (e’ un medico) raggiunse in Bolivia il missionario francescano Padre Tarcisio Ciabatti, figura che ha dedicato gran parte della sua vita al sostegno delle popolazioni più vulnerabili, in particolare del popolo Guaraní. Alla tradizionale attività sanitaria promossa dalla missione si affiancò ben presto una nuova visione, basata sulla convinzione che la salute e il benessere delle comunità dovessero essere accompagnati anche dalla crescita culturale e dalla valorizzazione dell’identità locale.
Da questa intuizione nacquero i primi percorsi formativi dedicati alla musica e alle arti tradizionali, inizialmente rivolti a un gruppo di giovani Guaraní. Nel corso degli anni l’esperienza si è progressivamente ampliata fino alla fondazione della Scuola di Arte e Musica del Chaco Boliviano, che dal 2007 coinvolge bambini, ragazzi e, in alcuni casi, anche adulti delle comunità indigene della regione.
L’evoluzione naturale di questo percorso è stata la creazione di importanti manifestazioni culturali internazionali. Dopo il Festival Internazionale di Musica Barocca e Rinascimentale, nel 2016 è stato istituito il Festival Internazionale delle Arti di Santa Rosa de Cuevo, nato con l’obiettivo di favorire il dialogo tra artisti provenienti da tutto il mondo e le comunità locali. Il progetto si basa sul principio di realizzare arte utilizzando le risorse disponibili sul territorio, valorizzando le conoscenze tradizionali e promuovendo forme di partecipazione attiva.
Il festival si sviluppa attraverso una residenza artistica che coinvolge professionisti di diverse discipline, tra cui musica, teatro, danza, arti visive, letteratura e cinema. Al termine del percorso, le opere e le esperienze maturate vengono condivise con la popolazione attraverso spettacoli, mostre, concerti e incontri pubblici che trasformano il territorio in un grande laboratorio culturale aperto.
La pubblicazione presentata da Mimmo Roselli raccoglie testimonianze, immagini, racconti e contributi critici che documentano l’evoluzione del progetto e il suo impatto sulle comunità Guaraní.